Autore Topic: DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.  (Letto 19130 volte)

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Offline calindro

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DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« il: Aprile 20, 2015, 11:18:30 pm »
Cavum coassiale est diviso in partes tres.

Unum: Polum caldum
Duum: Calza metallicam
Tees: Latum externo calzae metallicae.

Si cum radium trasmettebis et antennam scordata fuisse magno problema risovendo est.
Correnti diffenziales dipolororum arrivate non lascendo in toto antennam, sic piccola patres signalum tornabis indietrum.

Hoc correnti infilabi pianum pianum in terzio conductore coassialae et quatte quatte correbis usque at trasmettitorem ubi magna schiccheram dabis at ignaro radiomatorem sprovvedutum.

Hoc res demonstrat quam pericolosa et inutilia correntium modus comunem  quod elimande sunt.

Quomodo possum facere???
Balun, Choch accordatorem manualis..accoprdatorem automaticus.???

Carus Davj2500 docet immo quam inutileis pugnare adversum cavum coassiale quod per suam naturam tres polum habet.

Multo plus bonum est facere lineam bifilaris, quod cum 300/600 ohm impedentiam resuscitabo tensionis quod minuisse currentuim et dispersionem di linea fregata fuisse.

Quoque  Lineas bifilaris non habendo terbio conductores non licet correntis modus comunes revedrte et schiccheram non prendemus manco per nihil….

Igitur amicus meum tempo non perdebis cum cavum coasssilaem et accordatori et balun, usabis tantum lineas bifilaris alias “piattinam” quod multo bonum fuisse. Cavum non irradiat, schicchera non prendebis e muldi decibel guadagnabis.

Offline Icaro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #1 il: Aprile 20, 2015, 11:59:09 pm »
AVE,
ic abemum problema.....obe trovamus "piattinam" cum sezionem adeguata???

73 Icaro
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Offline Icaro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #2 il: Aprile 21, 2015, 12:05:05 am »
Trovatum piattinam 450 ohm at Ham Radio Shop....2,09 euro at metrum (credo)!!!!
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Offline calindro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #3 il: Aprile 21, 2015, 12:17:30 am »
AVE,
ic abemum problema.....obe trovamus "piattinam" cum sezionem adeguata???

73 Icaro
Ciao , te la fai tranquillamente da solo a moooolto meno..

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #4 il: Aprile 21, 2015, 10:26:58 am »
Cavum coassiale est diviso in partes tres.

Unum: Polum caldum
Duum: Calza metallicam
Tees: Latum externo calzae metallicae.

Si cum radium trasmettebis et antennam scordata fuisse magno problema risovendo est.
Correnti diffenziales dipolororum arrivate non lascendo in toto antennam, sic piccola patres signalum tornabis indietrum.

Hoc correnti infilabi pianum pianum in terzio conductore coassialae et quatte quatte correbis usque at trasmettitorem ubi magna schiccheram dabis at ignaro radiomatorem sprovvedutum.

Hoc res demonstrat quam pericolosa et inutilia correntium modus comunem  quod elimande sunt.

Quomodo possum facere???
Balun, Choch accordatorem manualis..accoprdatorem automaticus.???

Carus Davj2500 docet immo quam inutileis pugnare adversum cavum coassiale quod per suam naturam tres polum habet.

Multo plus bonum est facere lineam bifilaris, quod cum 300/600 ohm impedentiam resuscitabo tensionis quod minuisse currentuim et dispersionem di linea fregata fuisse.

Quoque  Lineas bifilaris non habendo terbio conductores non licet correntis modus comunes revedrte et schiccheram non prendemus manco per nihil….

Igitur amicus meum tempo non perdebis cum cavum coasssilaem et accordatori et balun, usabis tantum lineas bifilaris alias “piattinam” quod multo bonum fuisse. Cavum non irradiat, schicchera non prendebis e muldi decibel guadagnabis.
Ancora co sta storia delle correnti in modo comune...ricordo un filmato dove si faceva vedere "IN RICEZIONE" che la corrente in modo comune era quel qrm che si sentiva...incredibile come in ricezione si possano avere delle correnti (prodotte da chi? Dal segnale in entrata che si attesta su 6/7 sul signal meter, mentre il qrm, alias corrente in modo comune, saliva a 9) in modo comuni superiori al segnale che si riceve...meditate gente meditate...
Meditate pure sul fatto che se la piattina non si usa più ci deve essere un motivo, non credete di botto a certe persone (me compreso) che con un rivelatore a prodotto, tra l'altro mal costruito, pretendono di rivelare al mondo certe verità sulle antenne!   

Offline Wilson

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #5 il: Aprile 21, 2015, 11:59:08 am »
Ora, non è per aprire diatribe interminabili, però, effettivamente, se da decenni la piattina non si usa più un motivo ci sarà.....
Non è plausibile che l'intero mondo delle trasmissioni radio abbia d'un tratto preferito il cavo coassiale alla piattina per una semplice moda o tendenza del mercato.
Anche perché, oggettivamente, una piattina dovrebbe essere ben più economica e semplice da produrre rispetto ai cavi coassiali.
Se ci si è "complicata" la vita con il cavo coassiale ci saranno molti buoni motivi.
Mi sembra che sta storia della piattina sia più una "moda alternativa" e che chi la segue faccia del tutto per demonizzare i cavi coassiali.

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #6 il: Aprile 22, 2015, 08:11:32 pm »
Ora, non è per aprire diatribe interminabili, però, effettivamente, se da decenni la piattina non si usa più un motivo ci sarà.....
Non è plausibile che l'intero mondo delle trasmissioni radio abbia d'un tratto preferito il cavo coassiale alla piattina per una semplice moda o tendenza del mercato.
Anche perché, oggettivamente, una piattina dovrebbe essere ben più economica e semplice da produrre rispetto ai cavi coassiali.
Se ci si è "complicata" la vita con il cavo coassiale ci saranno molti buoni motivi.
Mi sembra che sta storia della piattina sia più una "moda alternativa" e che chi la segue faccia del tutto per demonizzare i cavi coassiali.
Demonizzare i cavi coassiali non direi, da quello che ho studiato, (poco e male) ricordo che le correnti in modo comune esistevano anche nei circuiti stampati o nelle strip line quindi automaticamente anche la piattina non ne è immune...se trovo un pò di documentazione la posto, certo sarà un pò tecnica, ma qui ci sono persone capaci e volenterore di imparare e di studiare, mica siamo in un forum di bambini che giocano alla radio...o sbaglio?  8)

Offline calindro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #7 il: Aprile 23, 2015, 10:34:03 am »
Ora, non è per aprire diatribe interminabili, però, effettivamente, se da decenni la piattina non si usa più un motivo ci sarà.....
Non è plausibile che l'intero mondo delle trasmissioni radio abbia d'un tratto preferito il cavo coassiale alla piattina per una semplice moda o tendenza del mercato.
Anche perché, oggettivamente, una piattina dovrebbe essere ben più economica e semplice da produrre rispetto ai cavi coassiali.
Se ci si è "complicata" la vita con il cavo coassiale ci saranno molti buoni motivi.
Mi sembra che sta storia della piattina sia più una "moda alternativa" e che chi la segue faccia del tutto per demonizzare i cavi coassiali.
Ciao, dico la mia  e senza polemizzare!
Il fatto stesso che una cosa sia stata eliminata NON significa che andava male. Chi di noi non ricorda gli spicci raggranellati portando al fornaio le bottiglie usate di coca cola ?? Poi qualcuno ha detto che non le voleva piu..niente spicci e niente caramelle gratis. Poi passati gli anni hanno detto nuovamente che il vetro è utile e ci chiedono di  gettarlo in appositi contenitori dove si rompe.....poi viene fuso...e viene riutilizzato.
Mah ..non vedo il guadagno..la materiaprima non è cosi' costosa sarebbe meglio riutilizzare la bottiglia sana, lavata e pulita...vabbeè.

Quindi ragioniamo sotto due principi.

Il coassiale è immensamente piu' pratico, senza dubbio , questo è il motivo che ne ha generato la diffusione ( unito anche al fatto che non lo puoi autocostruire e sei costretto a comprarlo). Pero' in effetti lavorando a impedenze basse abbiamo correnti alte e da qui la maggiore dispersione nei tragitti avanti e indietro che compie il segnale tra antenna disadattata e accordatore. (non è un opinione..è cosi e lo sapete).

Nelle antenne RISONANTI ( o quasi) questo problema non si pone, il segnale viaggia una sola volta e seppure a correnti alte la dispersione sarà comunque accettabile, quindi  non c'è motivo di usare cavi differenti. Il coassiale vince senz'altro per praticita. Io infatto ho dell'ottimo coassiale sulle mie due calate.

Differente è la situazione su antenne random che non essendo risonanti sono utilizzate con accordatori che se posti all'uscita della radio fanno si che il segnale trasmesso fara su e giu svariate volte dal tx all'antenna fino ad esaurimento dell'energia. Ovvio che in queste condizioni avere una impedenza alta ci fara avere correnti basse e minori dispersioni. ( anchje questo non è un opinione...lo sapere no...)

In ultimo l'esperimento.

Due stanze attigue di un rifugio, due radio uguali ( ft857d) due dipoli appesi alla meglio fuori la finestra.
Una radio con una piattina di 10 metri circa, l'altra con 10 metri circa di coassiale.

Esperimento fatto nello stesso momento con una stazione amica pronta a darci rapporti.
Bene, "DE FACTO" la radio alimentata con piattina riceveva comprensibilente IU5ASA con un S di 2/3 circa, mentre la mia (sigh) gemella a parte il coassiale riceveva la stazione in oggetto con un segnale di 1 e ovviamente quasi in modo incomprensibile.

A questo punto direi che ragionevolmente possiamo dire che la differenza di quanto accaduto risieda nella calata.

Accetto volentieri tesi contrarie purchè spiegate in modo tecnico.   

Offline Ugo da Norcia

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #8 il: Aprile 23, 2015, 04:01:43 pm »
Non posso che essere della stesa idea di calindro. Ogni volta che ci si trova in cima ad una montagna il dipolo "doublet" con scaletta funziona meglio degli altri, mode si mode no. Il fatto che il coassiale lo abbia in parte soppiantato, secondo me, dipende solo dalla maggiore praticità di messa in opera. In mezzo ad una montagna con nulla attorno e agevole l'utilizzo. Fare una calata in un condominio moderno è praticamente impossibile.

Poi il discorso vale, come spiegato da calindro, per le antenne non risonanti. In quelle risonanti il guadagno è quasi inesistente, ma la scomodità rimane.

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #9 il: Aprile 24, 2015, 03:46:19 pm »
Ora, non è per aprire diatribe interminabili, però, effettivamente, se da decenni la piattina non si usa più un motivo ci sarà.....
Non è plausibile che l'intero mondo delle trasmissioni radio abbia d'un tratto preferito il cavo coassiale alla piattina per una semplice moda o tendenza del mercato.
Anche perché, oggettivamente, una piattina dovrebbe essere ben più economica e semplice da produrre rispetto ai cavi coassiali.
Se ci si è "complicata" la vita con il cavo coassiale ci saranno molti buoni motivi.
Mi sembra che sta storia della piattina sia più una "moda alternativa" e che chi la segue faccia del tutto per demonizzare i cavi coassiali.
Ciao, dico la mia  e senza polemizzare!
Il fatto stesso che una cosa sia stata eliminata NON significa che andava male. Chi di noi non ricorda gli spicci raggranellati portando al fornaio le bottiglie usate di coca cola ?? Poi qualcuno ha detto che non le voleva piu..niente spicci e niente caramelle gratis. Poi passati gli anni hanno detto nuovamente che il vetro è utile e ci chiedono di  gettarlo in appositi contenitori dove si rompe.....poi viene fuso...e viene riutilizzato.
Mah ..non vedo il guadagno..la materiaprima non è cosi' costosa sarebbe meglio riutilizzare la bottiglia sana, lavata e pulita...vabbeè.

Quindi ragioniamo sotto due principi.

Il coassiale è immensamente piu' pratico, senza dubbio , questo è il motivo che ne ha generato la diffusione ( unito anche al fatto che non lo puoi autocostruire e sei costretto a comprarlo). Pero' in effetti lavorando a impedenze basse abbiamo correnti alte e da qui la maggiore dispersione nei tragitti avanti e indietro che compie il segnale tra antenna disadattata e accordatore. (non è un opinione..è cosi e lo sapete).

Nelle antenne RISONANTI ( o quasi) questo problema non si pone, il segnale viaggia una sola volta e seppure a correnti alte la dispersione sarà comunque accettabile, quindi  non c'è motivo di usare cavi differenti. Il coassiale vince senz'altro per praticita. Io infatto ho dell'ottimo coassiale sulle mie due calate.

Differente è la situazione su antenne random che non essendo risonanti sono utilizzate con accordatori che se posti all'uscita della radio fanno si che il segnale trasmesso fara su e giu svariate volte dal tx all'antenna fino ad esaurimento dell'energia. Ovvio che in queste condizioni avere una impedenza alta ci fara avere correnti basse e minori dispersioni. ( anchje questo non è un opinione...lo sapere no...)

In ultimo l'esperimento.

Due stanze attigue di un rifugio, due radio uguali ( ft857d) due dipoli appesi alla meglio fuori la finestra.
Una radio con una piattina di 10 metri circa, l'altra con 10 metri circa di coassiale.

Esperimento fatto nello stesso momento con una stazione amica pronta a darci rapporti.
Bene, "DE FACTO" la radio alimentata con piattina riceveva comprensibilente IU5ASA con un S di 2/3 circa, mentre la mia (sigh) gemella a parte il coassiale riceveva la stazione in oggetto con un segnale di 1 e ovviamente quasi in modo incomprensibile.

A questo punto direi che ragionevolmente possiamo dire che la differenza di quanto accaduto risieda nella calata.

Accetto volentieri tesi contrarie purchè spiegate in modo tecnico.
Ti rispondo, Polemizziamo pure...la polemica, se costruttiva porta a dei
risultati...anche se fosse una polemica distruttiva porterebbe a dei risultati..ma
ovviamente diversi e poco auspicabili!
Il paragone tra bottiglia di Coca Cola e cavi coassiali VS piattine non ci azzecca
nulla, seppur metaforicamente potrebbe essere paragonato, ci sono delle differenze
tecniche tra una bottiglia di vetro ed una linea di trasmissione che vanno messe in
conto.
Il problema principale della piattina è dovuto al fatto che non avendo un certo
grado di schermatura, qualsiasi oggetto che permea/permeava nel suo campo
elettromagnetico ne influenzava il rendimento, inteso come variazione di impedenza,
induzione mutua ecc.
I conduttori viaggiano parallelamente ed hanno come tutti i conduttori, la tendenza
ad irradiare energia, ricordiamoci che ogni conduttore attraversato da corrente
alternata è sede di un campo elettromagnetico proporzionale alla corrente che vi
scorre e la piattina bifilare , non scappa da questa regola.
Nella figura 1 ho schematizzato un pezzo di piattina bifilare come esempio:
Nei due conduttori scorre la corrente i con 1 ed i con 2 che hanno senso contrario,
se la corrente i1 ha nel punto Y lo stesso valore che ha la corrente i2 nel punto X
il campo conseguente alle due correnti ha la stessa ampiezza, c'è da dire però che
le correnti scorrono in opposizione di fase quindi anche il campo risulterà sfasato
di 180° rispetto all'altro.
Il campo impiega un certo tempo per
spostarsi da X ad Y e se i con 1 e i con 2 sono , come nel nostro caso, correnti
alternate, la fase del campo di i1 in Y sarà nello stesso tempo leggermente
cambiata, cosicchè nell'istante in cui il campo X raggiunge Y i due campi (in Y)
non saranno esattamente sfasati di 180°, lo sarebbero solamente se i due conduttori
occupassero lo stesso spazio, ma ciò è impossibile nella fisica di questo pianeta,
per cui in pratica la cancellazione dei due campi non potrà MAI essere perfetta, si
potra solo fare in modo che risulti la più completa possibile e questa completezza
deriva essenzialmente dalla distanza d della figura 1 la quale dovrà essere come
ovvio che sia la più piccola possibile in modo che, il tempo impiegato dal campo di
un punto, a spostarsi nel punto opposto (nel nostro esempio X a spostarsi in Y)
costituisca una percentuale molto piccola nel ciclo della corrente, in questo caso
quindi si può dire che la cancellazione del campo sia "completa" (le virgolette
hanno un senso preciso).
Come immagino sapete i valori pratici di d della figura 1 sono determinati dal
costruttore sia in relazione all'impedenza voluta sia anche da considerazioni
fisiche, tenendo conto che una distanza d può essere effettivamente molto piccola
per una certa frquenza (HF ad esempio) mentre può risultare elevata per un'altra
(GHZ)
I testi dicono che la distanza d non dovrebbe superare l'1% della lunghezza
dell'onda di lavoro.
Un esempio lampante di conduttori bifilari anche se le coppie di fili sono 4 è il
cavo che si usa per le reti di comunicazioni di computer.
Hanno un'impedenza caratteristica di 100 ohm + o - e si dividono in più categorie,
la quale analisi di queste ci porterebbe + facilmente alla comprensione dei
fenomeni sopra descritti.
Il cavo UTP Unshield Twist Pair letteralmente "coppie di fili attorcigliati non
schermati" usati agli albori della nascita delle reti, assieme all'RG58 buoni per
trasportare segnale con la velocità massima (mai raggiungibile in pratica) di 10
Mbit, in seguito sono stati usati per necessità comprensibili, i cavi FTP Foiled
Twist Pair in sostanza c'è nel cavo una schermature esterna alle 4 coppie di fili,
che però non era sufficiente per velocità ancora più alte o ambienti dove i
disturbi elettromanetici erano di una certa rilevanza, quindi è nato l'STP Shilded
Twist Pair, ogni coppia di fili ha una sua schermatura oltre che una per tutte le 4
coppie, a mia memoria e conoscenza  esiste un'altra versione di questo cavo dove
all'interno c'è una sorta di croce o X in plastica dove le 4 coppie di fili vengono
fatte alloggiare in ognuna delle 4 gole della X in modo che l'impedenza risulti +
costante, oltre che alla schermatura di ogni singola coppia ed una totale, non sono
a conoscenza se esitano nuove definizioni di cavi per questo uso ma immagino di si,
viste le velocità sempre più alte e gli ambienti sempre più saturi di IEM.
Per il resto del tuo discorso sulle antenne risonanti e non, il segnale che fa su e
giù sulla linea, cosa che non mi è chiara e ti invito ad essere più preciso su cosa
intendi, o meglio discutiamo di una casa alla volta senza minestroni,interverremo
pian piano ogni volta che avremo esaurito un concetto.
Anche la tua prova fatta con piattina e cavo coassiale, è quantomeno discutibile e
vengo alle mie osservazioni.
La differenza di incomprensibilità tra segnale 1 e segnale 2/3 come tu hai scritto
è determinata dalla soglia di QRM che in quel momento hai, è chiaro che un segnale
di 2/3 sarà più comprensibile di un segnale a 1, ma la comprensibilità la fà
soprattutto il QRM di base che a volte su certe bande può arrivare a 9...
Valutando poi matematicamente la differenza di segnale tra 1 e 3 significa che da
quello che tu dici, il cavo attenua 12dBm di segnale rispetto alla linea bifilare e
la cosa è alquanto sconcertante,...la mia idea è che invece il tratto di piattina
si comporta d'antenna, vista la natura del collegamento non escludo che il tratto
di piattina verticale, rispetto al dipolo orizzontale ha favorito il collegamento
sulla rotazione di polarizzazione, questo può portare a certi incrementi dei
livelli di ricezione.
   
« Ultima modifica: Aprile 26, 2015, 09:02:07 am da Battilio »

Offline calindro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #10 il: Aprile 24, 2015, 06:24:26 pm »
Anche la tua prova fatta con piattina e cavo coassiale, è quantomeno discutibile e
vengo alle mie osservazioni.
La differenza di incomprensibilità tra segnale 1 e segnale 2/3 come tu hai scritto
è determinata dalla soglia di QRM che in quel momento hai, è chiaro che un segnale
di 2/3 sarà più comprensibile di un segnale a 1, ma la comprensibilità la fà
soprattutto il QRM di base che a volte su certe bande può arrivare a 9...
Valutando poi matematicamente la differenza di segnale tra 1 e 3 significa che da
quello che tu dici, il cavo attenua 12dBm di segnale rispetto alla linea bifilare e
la cosa è alquanto sconcertante,...la mia idea è che invece il tratto di piattina
si comporta d'antenna, vista la natura del collegamento non escludo che il tratto
di piattina verticale, rispetto al dipolo orizzontale ha favorito il collegamento
sulla rotazione di polarizzazione, questo può portare a certi incrementi dei
livelli di ricezione.
   
Ciao Battilio...andiamo per gradi.
Premesso che il post in latinno maccheronico era nato con intenti riderecci e non tecnici...comunque.
Le differenze di uno o due punti S non sono assolute poichè gli Smeter non sono cosi affidabili, comunque una differenza c'era ...e l'ho vista e sentita dirti che siano stati 12 dB ...NO. Pero' l'importante è stare sopra o sotto la soglia del rumore dove anche pochi dB fanno la differenza.

Sul fatto del segnale che fa su e giu mi spiego meglio, non per te che lo sai ma per altri nei confronti dei quali saro stato poco chiaro.
Quando la radio trasmette un segnale questo percorre il cavo coassiale fino all'antenna arrivando con una perdita X.
Supponiamo che un 70% del segnale lasci l'antenna ma un 30% di potenza per disadattamento non riesca a venire trasferito...che succede??

Succede che questo 30% del segnale ORIGINALE torna indietro verso la radio percorrendo il cavo coassiale in senso inverso e in questa strada  si attenua una  altra volta ottenendo una perdita pari a  Y.
Al capo della linea trova il nostro amico accordatore che fa vedere un carico adattato e una radio che continua a generare emissioni.
Il segnale a questo punto viene spinto verso l'antenna una volta ancora  dove percorrendo nuovamente il coassiale disperederà una parte di segnale 
chiamata Z.
Poi trova l'antenna disadattata e reinizia il gioco. Quindi in fin dei conti abbiamo una potenza irradiata che sara pari alla potenza totale meno la somma di perdite X+Y+Z. ( ovviamente in toto la perdita sarà inferiore al 30% che originariamente e' tornato indietro. Infatti una parte di quel 30% è venuto successivamente ( microsecondi dopo) irradiato. (fondamentalmente questa è il carosello del ROS)

Sulla situazione delle stazioni e del QRM , permettimi di dissentire energicamente !!! Stavamo in due stanze confinanti con due radio uguali e due antenne molto simili , la reale differenza era solo la calata. NON è credibile ne supponibile un differente grado di qrm.
Tra l'altro  ti garantisco che io non avevo piu QRM ma sentivo i segnali piu fiochi piu deboli piu bassi .

Ora la logica mi ha portato a supporre che la piattina lavorando a correnti piu basse abbia disperso meno segnale nei 10/15 metri di calata.
Il fatto che a corrente minore corrispondano perdite minori spero sia metabolizzato...no... da cui abbiamo supposto quanto fin'ora esposto.

Matematicamente NON sono certo poichè potrebbe essere che la radio mia fosse peggiore di quell'altra, tarata peggio , con filtri differenti o semplicemente imposta in modo meno performante. Del resto non erano due FT 857 resettati e provati al banco e il fatto che sino uguali non significa che abbiano prestazioni identiche.

In ultimo ( ma no per ultimo) potrebbe anche essere ( cioè non lo posso escludere) che i metri di calata in piattina abbiano portato dentro qualcosa in piu' che abbia fatto la differenza..potrebbe essere.

Perdonami ma non ho capito l'attinenza della prima parte del tuo intervento che seppure dice cose giuste non le riesco a vedere eziologicamnete collegate al principio base del discorso , cioè che le dispersioni di segnale sono proporzionali all'intensita delle correnti, per cui  al fine di disperdere meno conviene alzare le tensioni di lavoro per potere abbassare le correnti...che è il motivo per cui la piattina dissipa meno energia..

 

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #11 il: Aprile 26, 2015, 04:08:34 pm »
Ciao Calindro...
voglio segnalare una correzione nel mio precedente post in cui parlavo di ritardo
di propagazione sulle linee che effettivamente c'è e bisogna tener conto, ma non in
questo caso, o è meglio dire il fenomeno esiste ma esiste in entrambe i conduttori 
ed in entrambe i punti X ed Y per cui l'effetto non ha rilevanza nelle
considerazioni che ho fatto, quindi ho modificato il post e per correttezza ne ho
dato notizia.
Rispondendo al tuo penultimo intervento, ho tenuto conto di quello che hai detto tu
:"Accetto volentieri tesi contrarie purchè spiegate in modo tecnico." quindi ho
risposto.
Mi preme chiarire con te e con gli amministratori/moderatori di questo forum
parlare di certi aspetti riguardo gli interventi.
Volevo farlo in privato ma ne approfitto in quanto non è certo un segreto di stato.
Volevo sapere se in questo forum è possibile parlare degli argomenti anche dal
punto di vista squisitamente tecnico e magari confrontare le nostre (DI TUTTI)
conoscenze in modo tale da poter aquisire nuove informazione e poter crescere sotto
questo punto di vista, tutti insieme o individualmente ovviamente senza obbligare
nessuno.
Viste le precedenti esperienze sul forum di RKAKKA , nel quale non si poteva
parlare male di apparecchi Cinesi che si veniva bannati...Ugo da Norcia ne sa
qualcosa... volevo sapere se in questo forum succederà la stessa cosa!!!
Abbiamo pensato (un'idea collettiva di molti utenti ed ex utenti di quel forum) che
tale comportamento era vietato in quanto molte aziende che facevano pubblicità su
quel forum vendevano tali Cineserie dalle qualità pessime. Ciò era evidentemente
incompatibile con le crititiche su questi apparecchi, spesso accompagnate da
rilevazioni strumentali, poco opinabili, le quali venivano tacciate modificando
post, (venivano sostituite le parole ed i termini espressi in modo da modificare
completamente il senso del discorso)a cura di moderatori a dir poco arroganti e tra
l'altro ignoranti come una zappa in scienze elettroniche come ad esempio Carmelo
Panebianco alias IW9GYY o il moderatore Acquario anche lui dai metodi poco
ortodossi, ma sicuramente meno ignorante in elettronica. Certamente non mi
riferisco alle correzioni automatiche di certe terminologie opportunamente e
giustamente sostituite come ad esempio "STRUMENTO DI PROCREAZIONE" ma a delle vere
e propie sostituzioni o cancellazioni di interi periodi...
Potrei capire che il forum, questo, non è il tempio della democrazia, ma alcuni
principi come l'art. 21 della costituzione credo siano un faro da tenere sempre
acceso ovunque.
Detto questo torniamo alle considerazioni tecniche,
verissimo che gli strumenti non sono tutti uguali e che questi siano non troppo
precisi, ma mentre questo è sicuramente valido per i "Baracchini" anche se mi è
capitato di incontrarne alcuni sorprendentemente precisi, per gli apparecchi HF le
cose cambiano anche se ci sono sicuramente delle tolleranze...detto ciò anche se la
rilevazione di segnale non è precisa, c'è un indubbio incremento, dovuto come ho
detto, probabilmente, alla presenza della piattina che ha reso l'antenna diversa
dal classico dipolo, infatti se dovessimo considerare tale incremento di segnale
attraverso l'attenuazione dei cavi/piattina con l'ausilio dei datasheet o
attraverso una misura strumentale, questa differenza di segnale, non sarebbe
soddisfatta, matematicamente parlando.
Riguardo al segnale che fa su e giù ed all'esempio di cui tu fai riferimento,
andremo per gradi, come da te auspicato in prima battuta.
Bisogna fare innanzitutto delle premesse:
Il compito instituzionale del cavo è quello di trasportare energia RF dal
generatore al carico e niente altro. Tutti i cavi a partire dall'RG58 all'H1000 ma
anche altri ancor più performanti , hanno un'attenuazione, dovuta alla resistenza
elettrica, "sempre presente", ed altre attenuazioni dovute ai materiali usati,
modalità costruttive ecc. per cui nessun cavo è pefetto. Per la spiegazione di
certi fenomeni spesso sui libri si usa l'aggettivo "ideale", che tende a definire
l'oggetto in studio, come se questo fosse perfetto, quindi diamo per scontato,
almeno momentaneamente, che il cavo di cui parliamo sià "perfetto" dal punto di
vista dell'attenuazione e di tutti gli aspetti che lo caratterizzano, anche se
tutti sappiamo che non è cosi, cosi facendo sarà più facile spiegare certi
fenomeni.
Quindi, riprendendo il tuo esempio, cavo ideale che trasporta energia 100% dal
generatore al carico, questo però per disadattamento d'impedenza ne irradia solo il
70% il restante 30% viene riflesso e torna indietro verso il generatore,
tralasciando, l'accordatore, per adesso, questo 30% risulta esserci, dal punto di
vista energetico, tanto che può essere misurato attraverso il classico rosmetro, ma
questo 30% verrà in massima parte, dissipato dallo stadio finale del generatore,
(trasistor, bobine,condensatori) e solo in piccolissima parte dalle perdite
intrinseche dei cavi, chi dice che il R.O.S. viene dissipato dall'attenuazione del
cavo dice una grande FESSERIA.
Non è un caso infatti che sin dall'inizio delle nostre esperienze radiantistiche
sentiamo sempre parlare di R.O.S. al punto che viene quasi demonizzato!
Si sente dire, "se hai le stazionarie alte bruci i finali!" ma vi siete mai chiesti
il perchè?
In breve ed in modo assolutamente non esaustivo la tensione e la corrente che torna
indietro dal carico (antenna) si somma alla tensione e corrente che alimenta lo
stadio finale, (ecco perchè si dice che se si vuole misurare la potenza di un
apparecchio ci vuole un carico fittizzio, perchè il ROS darebbe delle false
misurazioni in quanto influisce il corretto funzionamento dello stadio finale!)
oltre che a creare altri fenomeni, alcuni dei quali sono solo teoricamente
spiegabili, che fanno "mal lavorare" il transistor condannandolo a rottura certa.
C'è da dire che soprattutto negli ultimi periodi i transistor sono molto più
robusti e risentono molto meno di questi fenomeni.
Conosco l'autore della teoria del su e giù a cui ti riferisci, il règime di
stazionarie sarà sempre quello ed ad ogni ciclo sinusoidale ci sarà sempre la
stessa percentuale di energia non irradiata dal carico che tornerà indietro ed il
fenomeno non si esaurisce in millisecondi ma si genera nel caso di un trasmettitore
a 27 Mhz 27 milioni di volte al secondo...
Ora dopo il trasmettitore mettiamo l'accordatore,come nel tuo esempio,
l'accordatore potremmo definirlo, facendo un paragone idraulico come un riduzione.
Parlando d'impedenza strettamente legata al trasferimento di energia, sarebbe come
collegare un tubo da 1 pollice (trasmettitore) ad un tubo da mezzo pollice
(antenna).
E' certo che il mezzo pollice entra nel tubo da 1 pollice, ma parte dell'acqua
inevitabilmente esce fuori, per evitare questo si usa un raccordo, l'accordatore
appunto, il quale non fà uscire più l'acqua, ma inevitabilmente introduce una
perdita; minima certo e non rilevabile ai fini operativi di una trasmissione,
intesa come segnale ricevuto, ma è comunque presente. Potremmo in modo generico e
mai esaustivo paragonare queste perdite dell'accordatore alle turbolenze ed attriti
generati all'interno della riduzione... detto in modo semplice solo per far capire
il senso del discorso.In pratica l'accordatore altro non è che una o più bobine ,
insieme a dei condensatori, come quelli che si smanettano dentro l'Alan 48 ed altri
baracchini o apparati al fine di adattare le impedenze tra stadio pilota e stadio
finale per trasferire il massimo dell'energia RF da uno stadio e l'altro, o nel
nostro caso dal finale e l'antenna che dal punto di vista elettronico altro non è
che un circuito "risonante" ad una determinata frequenza.
A vederla in modo più prettamente tecnico, l'accordatore altro non è che un
circuito L R (sempre presente) C, variabile che aggiunge o toglie induttanza, o
capacita a seconda se la reattanza è induttiva o capacitiva.
Conosco l'autore della teoria del su e giu e non è sbagliata in senso tecnico, però
chi l'ha esposta su RK passandola per panacea del mal di ROS non possiede la
preparazione tecnica per capire che il fenomeno del su e giù, alias R.O.S. non si
esaurisce con la perdita del cavo, ma che questa perdita partecipa solo ad
un'infinitesima parte alla dissipazione del ROS ed è  presente nella stessa
identica misura sulla potenza erogata (diretta).Per quel che riguarda il QRM che tu
dissenti energicamente, non metto in dubbio le condizioni operative per le quali
ogni commento è superfluo, quello che volevo intendere nel precedente intervento è
che il livello di QRM definisce la comprensibilità del segnale sia che sia a
livello 1 che a livello 9...probabilmente mi sono spiegato male...ma quello che
trovo inverosimile è che la differenza di attenuazione della calata non giustifica
un incremento di segnale da te rilevato anche se gli strumenti rientravano nelle
tolleranze.La vera prova a livello di segnale sarebbe stata più vera se fosse stata
misurata dallo stesso apparato, (cosa che ho pensato in prima istanza) invece da
quello che apprendo le condizioni erano, apparati diversi, antenne ovviamente
diverse, ma non hai specificato se le antenne erano "direzionate" allo stesso
modo,se erano posizionate alla stessa altezza dal suolo,ripeto non è la differenza
d'attenuazione dovuta alla differente impedenza e quindi alla corrente più o meno
alta nei conduttori che determina una tale differenza...se fosse stato così si
sarebbe avuta una differenza marcata solo in trasmissione delle due antenne, ma in
ricezione un segnale a Santiago 3 equivale a 793,434 NanoVolt (10 alla meno 9, un
miliardesimo di volt) pari a 12,591 FemtoWatt (10 alla meno 15 (un Biliardesimo di
Watt).
Permettimi di dirti che la tua logica è fuorviata dalle tue scarse conoscenze,
(senza offesa alcuna) ma sopratutto dalle scarse conoscenze di altri e tu sai a chi
mi riferisco, che credono di sapere scrivendo cose che per chi conosce la materia
sono delle vere e propie barzellette, che all'inizio posso far ridere ma poi ti
rendi conto che vengono travisate perchè la gente ci crede, ecco perchè Marcolino
si è cancellato da forum di RK perchè non si parla di elettronica e non si ha la
volontà di imparala, si ha solo la volontà di FREGARE il prossimo o di "apparire"
nei confronti degli altri!!
Non è affatto vero che a corrente minore corrispondono perdite minori...chi ha
detto questa stupidata, come si fà a metabolizzare una cosa del genere?! L'Ampere è
l'unità di misura della corrente, e può essere senz'altro definita come "la
quantità di elettroni nell'unità di tempo" gli elettroni  hanno un peso (inteso
come massa, non come massa x accelerazione di gravità) quindi una massa, definito
questo, mettiamo ad esempio che per trasportare 100 elettroni da X ad y (tratto
immaginario di un conduttore) ci vuole un filo da 1 mm diversamente i 100 elettroni
non entreranno tutti assieme nel cavo da 1 mm e ci sarà quindi una caduta di
tensione che è strettamente legata alla corrente.
Ora ho la necessità di avere più elettroni, diciamo 1000, cosa faccio? aumento il
diametro del filo lo porto a 5 mm ed ho risolto il problema...quindi la corrente
visualizzata come quantità di elettroni è legata alle dimensioni del filo, in RF
questo fattore è ancor più importante in quanto per "effetto pelle" gli elettroni
tendono a camminare lungo la superficie esterna del filo piuttosto che al centro
dello stesso, spinti dal campo elettromagnetico che nasce in seno al cavo stesso.
Ora però dire che a corrente minore corrispondano perdite minori è errato, le
dispersioni intese "come sopra" (anche qui le virgolette hanno un senso) sono
legate al diametro del filo, che se è di sufficente diametro, non crea alcun
problema!!!,quindi con una tensione di 800 NanoVolt circa ed una potenza di 13
FemtoWatt circa, sapendo l'impedenza, calcoliamo la corrente, vediamo poi se il
cavo usato RG58 o quello che hai, avrà dei fili il cui diametro avrà "paura" della
corrente risultante dal calcolo...
Per ultimo, non capisco a quale parte del discorso ti riferisca quando parli di
"prima parte" se intendi la descrizione del comportamento della corrente nella
piattina è chiaro il riferimento alla sua schermatura che obbliga un uso piuttosto
limitato, oltre che ovviamente non è il massimo per quanto riguarda il trasporto
della RF, anche se il cavo non è esente da problemi!
   
   

Offline calindro

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #12 il: Aprile 26, 2015, 05:24:05 pm »
Ciao Calindro...
Rispondendo al tuo penultimo intervento, ho tenuto conto di quello che hai detto tu
:"Accetto volentieri tesi contrarie purchè spiegate in modo tecnico." quindi ho
risposto.
Mi preme chiarire con te e con gli amministratori/moderatori di questo forum
parlare di certi aspetti riguardo gli interventi.
Volevo farlo in privato ma ne approfitto in quanto non è certo un segreto di stato.
Volevo sapere se in questo forum è possibile parlare degli argomenti anche dal
punto di vista squisitamente tecnico e magari confrontare le nostre (DI TUTTI)
conoscenze in modo tale da poter aquisire nuove informazione e poter crescere sotto
questo punto di vista, tutti insieme o individualmente ovviamente senza obbligare
nessuno.
Tranquillo si puo parlare di tutto quello che vuoi ma rispettando il prossimo , nè piu' nè meno come fossi al tavolino di un bar con degli amici.

Citazione
Quindi, riprendendo il tuo esempio, cavo ideale che trasporta energia 100% dal
generatore al carico, questo però per disadattamento d'impedenza ne irradia solo il
70% il restante 30% viene riflesso e torna indietro verso il generatore,
tralasciando, l'accordatore, per adesso, questo 30% risulta esserci, dal punto di
vista energetico, tanto che può essere misurato attraverso il classico rosmetro, ma
questo 30% verrà in massima parte, dissipato dallo stadio finale del generatore,
(trasistor, bobine,condensatori) e solo in piccolissima parte dalle perdite
intrinseche dei cavi, chi dice che il R.O.S. viene dissipato dall'attenuazione del
cavo dice una grande FESSERIA.
Il cavo attenua quello che deve attenuare secondo le sue specifiche tecniche. Il ROS generalmente non arriva ai finali perchè l'accordatore adatta le impedenze tra stadio RF e antenna. Quindi a forza di fare su e giu' il segnale, se il conduttore fosse "ideale" cosa impossibile, alla fine verrebbe irradiato tutto ma invece non è cosi.
Citazione
Non è un caso infatti che sin dall'inizio delle nostre esperienze radiantistiche
sentiamo sempre parlare di R.O.S. al punto che viene quasi demonizzato!
Si sente dire, "se hai le stazionarie alte bruci i finali!" ma vi siete mai chiesti
il perchè?
Perchè al livello del finale si possono sommare algebricamente le potenze trasmesse con quelle riflesse (due ventri ) dando origine a potenze che il finale non puo gestire. Infatti se trasmettessimo a potenza dimezzata il ROS non sarebbe pericoloso poichè anche sommate le due onde non raggiungerebbero il massimo di potenza gestivile dal finale.
Citazione
Ora dopo il trasmettitore mettiamo l'accordatore,come nel tuo esempio,
l'accordatore potremmo definirlo, facendo un paragone idraulico come un riduzione.
Parlando d'impedenza strettamente legata al trasferimento di energia, sarebbe come
collegare un tubo da 1 pollice (trasmettitore) ad un tubo da mezzo pollice
(antenna).
E' certo che il mezzo pollice entra nel tubo da 1 pollice, ma parte dell'acqua
inevitabilmente esce fuori, per evitare questo si usa un raccordo, l'accordatore
appunto, il quale non fà uscire più l'acqua, ma inevitabilmente introduce una
perdita; minima certo e non rilevabile ai fini operativi di una trasmissione,
intesa come segnale ricevuto, ma è comunque presente. Potremmo in modo generico e
mai esaustivo paragonare queste perdite dell'accordatore alle turbolenze ed attriti
generati all'interno della riduzione... detto in modo semplice solo per far capire
il senso del discorso.In pratica l'accordatore altro non è che una o più bobine ,
insieme a dei condensatori, come quelli che si smanettano dentro l'Alan 48 ed altri
baracchini o apparati al fine di adattare le impedenze tra stadio pilota e stadio
finale per trasferire il massimo dell'energia RF da uno stadio e l'altro, o nel
nostro caso dal finale e l'antenna che dal punto di vista elettronico altro non è
che un circuito "risonante" ad una determinata frequenza.
A vederla in modo più prettamente tecnico, l'accordatore altro non è che un
circuito L R (sempre presente) C, variabile che aggiunge o toglie induttanza, o
capacita a seconda se la reattanza è induttiva o capacitiva.
Conosco l'autore della teoria del su e giu e non è sbagliata in senso tecnico, però
chi l'ha esposta su RK passandola per panacea del mal di ROS non possiede la
preparazione tecnica per capire che il fenomeno del su e giù, alias R.O.S. non si
esaurisce con la perdita del cavo, ma che questa perdita partecipa solo ad
un'infinitesima parte alla dissipazione del ROS ed è  presente nella stessa
identica misura sulla potenza erogata (diretta).Per quel che riguarda il QRM che tu
dissenti energicamente, non metto in dubbio le condizioni operative per le quali
ogni commento è superfluo, quello che volevo intendere nel precedente intervento è
che il livello di QRM definisce la comprensibilità del segnale sia che sia a
livello 1 che a livello 9...probabilmente mi sono spiegato male...ma quello che
trovo inverosimile è che la differenza di attenuazione della calata non giustifica
un incremento di segnale da te rilevato anche se gli strumenti rientravano nelle
tolleranze.
Potresti anche avere ragione, io ho detto che fermo restando le condizioni la calata è l'unica discriminate per cui è logico supporre che sia coinvolta in questo fenomeno fisico "de facto"
Citazione
La vera prova a livello di segnale sarebbe stata più vera se fosse stata
misurata dallo stesso apparato, (cosa che ho pensato in prima istanza) invece da
quello che apprendo le condizioni erano, apparati diversi, antenne ovviamente
diverse, ma non hai specificato se le antenne erano "direzionate" allo stesso
modo,se erano posizionate alla stessa altezza dal suolo,ripeto non è la differenza
d'attenuazione dovuta alla differente impedenza e quindi alla corrente più o meno
alta nei conduttori che determina una tale differenza...se fosse stato così si
sarebbe avuta una differenza marcata solo in trasmissione delle due antenne, ma in
ricezione un segnale a Santiago 3 equivale a 793,434 NanoVolt (10 alla meno 9, un
miliardesimo di volt) pari a 12,591 FemtoWatt (10 alla meno 15 (un Biliardesimo di
Watt).
Le condizioni erano simlari per altezza. La direzione dei dipoli , seppure a 3 mhz sono praticamente omnidirezionali, addirittura era a mio favore di circa 20 gradi.
Citazione
Permettimi di dirti che la tua logica è fuorviata dalle tue scarse conoscenze,
(senza offesa alcuna)
Non mi offendo..il mio motto è "So si non sapere" ( lo diceva Socrate non io..) ma quel poco che so l'ho appreso in ambienti "sine ullo dubio" scuola, ARI amici ingegneri..ecc... e di quello che non so in linea di massima non dico ma chiedo.Di tutto quello che ho imparato sul forum da varie persone ho trovato  successive conferme parlandone con persone di indubbia cultura elettrotecnica, per cui posso affermare che quanto imparato risponde a verità.  Considerando che il radiantismo è solo un hobby o un gioco ne so abbastanza anche se continuo ad andare avanti. Sul mio lavoro che è tutt'altro, non ce n'è per nessuno...
Citazione
Non è affatto vero che a corrente minore corrispondono perdite minori...
Le perdite sofferte per effetto Joule dovuto ad urti fra portatori di cariche , poche o tante che siano , risentono molto di piu' dell'elevato flusso di corrente che della DDP, per lo stesso motivo l'enel trasporta la corrente a tensioni molto elevate oltre che a potere usare cavi di sezione piu modesta.
Comunque devi convenire che a parità di sezione ci sono maggiori perdite con maggiori correnti.
Resta comunque vero che l'effetto Joule su potenze dell'ordine dei picowatt non fara "paura" di certo ad una cavo dimensionato per potenze ben maggiori:!!
 
« Ultima modifica: Aprile 26, 2015, 07:37:01 pm da calindro »

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #13 il: Maggio 20, 2015, 12:10:23 pm »
Non hai tenuto in considerazione chi io non ho parlato di accordatore per un motivo ben preciso, introdurre il discorso della rottura dei finali e spiegare dove finisce la percentuale di RF non irradiata.
Inoltre,non capisco perchè continui a parlare di ROS che va su e giù, quando c'è un accordatore!!! Pensavo che conoscessi la funzione dell'accordatore, se c'è l'accordatore, non ci sarà ROS perchè grazie a questo, l'accordatore, vado a reiquilibrare le reattanze, induttiva e capacitiva che sia per i 50 ohm che mi servono...(dalla parte del TX) o ancor meglio, per un'impedenza che non è più 50 ohm, quindi l'accordatore una volta "accordato" NON VEDE NIENTE che fà su e giù!! L'accordatore ho già detto è un circuito RLC messo in serie al cavo, svolge la stessa IDENTICA funzione di un balun (visto come trasformatore d'impedenza) o unun (riconducibile metaforicamente ad un raccordo idraulico 1 pollice 1/2 pollice) solo che in caso di balun unun l'impedenza è fissa e non può variare, l'accordatore invece ha questa capacità! (entro certi limiti). L'accordatore automatico che ha comprato Wilson e che usa abbondantemente nelle sue uscite campali, altro non è che una serie di trasformatori di impedenza unun che opportunamente switchiati da una logica compensano le reattanze!!!Tutto qui!
E' piuttosto lampante che nel caso in cui si usa un accordatore, non ci sono problemi di ROS e quindi anche i finali della radio lavoreranno tranquillamente.
Ora se vogliamo parlare di ROS è chiaro che bisognerà togliere l'accordatore, diversamente il ROS non ci sarà e non se ne potrà parlare.
Quindi ricapitolando abbiamo un generatore il cui circuito d' uscita è accordato sul valore di 50 ohm d'impedenza, abbiamo una linea di trasmissione anch'essa di 50 ohm ed un'antenna di impedenza X che irradia il 70 % della potenza, mentre il 30 % torna indietro.
Possiamo tranquillamente affermare che se l'antenna avesse avuto un'impedenza di 50 ohm il carico, (antenna) avrebbe dissipato tutta l'energia e fin qui non ci piove.
Torniamo al 30% dell'energia RF che torna indietro; percorrendo il cavo a ritroso alla fine del cavo, troverà il circuito accordato sui 50 Ohm
ed allora, se l'antenna da 50 ohm assorbe  l'energia irradiandola (l'irradiazione è una caratteristica intrinseca dell'antenna), perchè un circuito accordato sui 50 ohm non dovrebbe farlo? E' per questo che in seno al circuito accordato di uscita di un apparato si formano delle extracorrenti che sommate alle normali correnti di alimentazione del transistor vanno ad inficiare sul corretto funzionamento di quest'ultimo, determinando, in casi limite, la rottura dello stesso.
Tornando alla schematizzazione del processo di trasmissione che abbiamo fatto sopra, è chiaro che il cavo avendo delle perdite intrinseche influiranno sui valori di corrente sia per l'onda DIRETTA che per quella RIFLESSA ma questa perdita non è determinante ai fini di una "riduzione" del ROS, tanto più che quando di norma misuriamo il ROS lo strumento si trova spessissimo in prossimità dell'apparato quindi il valore che leggiamo è quello che ha già subito l'attenuazione del cavo!!!
Mi dispiace di non avere tempo a disposizione per poter scrivere di più, c'è ancora molto altro da chiarire, ma devi/dovete aver pazienza, questa storia del ros che fa su e giù lungo il cavo, succede solo se lo stadio finale non è accordato e questo è piuttosto chiaro, le cose dette da chi non ha molte conoscenze, ma solo per aver letto dei libri che si non sono sbagliati , ma intendono che chi legge sappia interpretare ciò che legge, mi riferisco a chi ha letto e mal interpretato lo scritto di  W2DU e chi come te, scusami ma il mio non è un gesto di accuse nei tuoi confronti, da per scontato chi dice cosa.
Proseguirò in seguito per rispondere alle risposte che hai dato abbi pazienza! :-))

Offline Battilio

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Re:DE INUTILITATE ACCORDAMENTI AB CAVUM COASSIALE.
« Risposta #14 il: Maggio 20, 2015, 12:50:03 pm »
Volevo solo aggiungere una cosa cosa veloce sulla differenza di potenziale e corrente.
Quello che tu affermi è un'errata interpretazione di quello che hai appreso.
Gli urti fra elettroni che ci sono all'interno dei un conduttore e quindi all'effetto joule è direttamente proporzionale alla quantità degli elettroni e non come dici tu "poche o tante che siano" questo è uno dei fondamenti della legge di ohm...
L'ENEL ha bisogno di WATT, potenza, ed usa fili di sezione "piccola" perchè altrimenti dovrebbe usare fili di sezione improponibile sia per i costi degli stessi fili che per la "posa meccanica" per trasportare i WATT voluti, tutto grazie allo spazio che è un solido!!! (questa forse non la sai!)
Ciò detto non è proponibile che  in un camion ad esempio, dove le batterie erogano 200A e più alzare la tensione fino a renderla pericolosa, certo che 24 volt sono meglio di 12 volt dove a parità di corrente il diametro dei fili deve necessariamente essere più grande e probabilmente scomodi, quindi dove si può va sicuramente bene alzare la tensione, ma il discorso è proporzionale alla potenza in gioco.
Spesso sentiamo dire di balun 1:9 e facciamo subito un esempio.
I 100 canonici watt su 50 ohm si traducono in 70.711 volt con una corrente di 1,414 A, se avessimo la stessa potenza su 450 ohm otterremmo 212.132 volt e 0,471 A una tensione mortale per l'essere umano a 27 Mhz poi invece che ai 50 Hz sarebbe ancor più deleteria.
Calcola che i salvavita sono tarati per 220 volt a 35 mA per tutti i locali della casa ed a 10 mA per il bagno, qualora si volessero installare accessori fuori dal comune come le classiche prese.Ora in seno ad un RG 58 non si avrà nessun effetto joule apprezzabile, ne con 1,4 a ne con 0,47 A quindi la cosa non ha senso se non c'è una corrente forte, tale da mettere in crisi un cavo come l'RG 58, nel caso ci sarà il 213 ad esempio, che oltre a garantire una corrente maggiore ha anche un'attenuazione minore, che c'entra poco o niente con l'effetto joule.
Per concludere una corrente di 1,4A sia sull'RG58 che sul l'RG213 avrà lo stesso IDENTICO effetto joule, cioè irrilevante, poi se ho soldi e sono masochista allora potrò installare anche un H1000 (mi stò sempre riferendo all'effetto joule)